Come creare un target mirato nelle inserzioni di Facebook

Facebook è diventato fondamentale per gli inserzionisti di oggi, con un’entrata pubblicitaria di circa 40 miliardi di dollari stimati durante lo scorso anno. Per le Agenzie Immobiliari potrebbe essere uno strumento efficace per il marketing perché gli utenti si rivolgono già alla piattaforma per il business, compreso l’acquisto e l’affitto di immobili. Ma con 2,19 miliardi di utenti, devi assicurarti che i tuoi annunci vengano visualizzati dalle persone giuste. E’ qui che entra in gioco il Targeting.

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Fatturazione elettronica 2019: la fattura cointestata

A partire dal 1 gennaio 2019 è scattato l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati. Ma come bisogna comportarsi in caso di contestazione della fattura? In alcuni casi potrebbe capitare il caso di dover emettere una fattura cointestata oppure che si abbia l’esigenza di dividere l’importo che verrà pagato da più soggetti. Nell’articolo che segue, cercheremo di capire come comportarci davanti ad una situazione del genere.

Fattura cointestata: come inserire più soggetti

Alla soglia dell’entrata in vigore della fattura elettronica era già emerso questo dettaglio, che ad oggi non è possibile in quanto le specifiche tecniche della stessa non consentono l’inserimento di più destinatari (considerando anche che il sistema non è attrezzato per effettuare un controllo su più di un destinatario).

Attualmente non vi è nessun chiarimento da parte dell’Amministrazione finanziaria. Tuttavia le operazioni possono essere certificate mediante una semplice nota o parcella, purché contenga tutti gli elementi propri della fattura.

Si potrà quindi emettere la fattura elettronica nei confronti di un unico intestatario ed indicare gli altri cointestatari all’interno di un campo opzionale non soggetto a controllo automatizzato da parte del SdI; così facendo si terrà comunque nota in fattura della presenza di altri soggetti destinatari della stessa.

La norma non prevede quindi alcuna limitazione in merito al numero dei soggetti beneficiari nel caso in cui la prestazione venga effettuata nei confronti di più persone, pertanto da un punto di vista strettamente normativo non possiamo che ammettere la possibilità che la fattura possa essere cointestata.

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Frequenza di rimbalzo: cosa sapere e falsi miti

La frequenza di rimbalzo, o bounce rate, non è nient’altro che la percentuale di visitatori che visitano e poi abbandonano il sito web dopo aver visitato una pagina. Un dato che da solo non ci porta a nulla, ma che se messo in relazione con altri parametri ci permetti di analizzare il comportamento degli utenti ed il loro tempo di permanenza sul sito web.

Meglio bassa o alta? Dipende

Se prendiamo come esempio un sito aziendale, con pagine piene di prodotti, e la frequenza di rimbalzo è alta, quindi superiore al 70%, allora potrebbe essere un problema: l’utente è atterrato su quella pagina, non ha trovato quello che cercava e ha deciso quindi di rivolgersi alla concorrenza.

Discorso diverso invece per il blog. Una frequenza di rimbalzo alta potrebbe essere normale: questo perché verosimilmente il visitatore ha aperto la pagina, ha letto il nostro articolo e se n’è andato.

C’è una frequenza di rimbalzo ideale?

Prendiamo sempre con le pinze discorsi di questo genere: una percentuale corretta, per un sito corporate, si aggira intorno al 25%-60%.

Ma vediamo insieme quali sono le cause che potrebbero far aumentare la frequenza di rimbalzo.

  • Tempi di caricamento: il motore di ricerca di Google vuole offrire agli utenti la miglior esperienza possibile di navigazione. Ecco perché ha indicato come fattore determinante di ranking la velocità di caricamento delle pagine.
  • No mobile friendly, no party: ormai la navigazione sul web avviene tramite smartphone.Varcate le porte del 2019 non ci sarebbe neanche il bisogno di dirlo.
  • Pop up, banner, inserzioni invadenti e contenuti contenuti confusionari: badate bene alla user experience! L’utente potrebbe infastidirsi ed abbandonare la pagina se davanti ad un sito con mille avvisi o informazioni difficilmente individuabili.
  • Error 404: in questo caso Google ci viene in aiuto con Search Console, una piattaforma con all’interno una sezione che vi indicherà tutte le pagine 404 presenti sul vostro sito.
  • Bad Link: poniamo il caso che l’utente sia atterrato su una pagina da un anchor text su un sito che non aveva capito di cosa si parla e lo abbia collegato ad un argomento molto diverso. In questo caso l’utente aprirà la pagina e ne uscirà subito, perché non troverà alcuna correlazione tra l’argomento che voleva approfondire e l’argomento trattato nella pagina appena visitata.

Falso mito della bounce rate e conclusione

Il fatto che l’utente entri e poi esca non è di per sé prova che sia stato “insoddisfatto”. Immaginate una serp dove l’utente cerca un singolo dato che ottenuto rapidamente lo riporta nell’elenco dei risultati. O un utente che entra ed esce da diversi siti perché vuole farsi una panoramica dei prezzi.

In questi casi si può considerare l’utente “insoddisfatto”? Non credo…

Nella maggior parte dei casi il tempo trascorso sul sito/pagine viste sono dovute a una pessima esperienza dell’utente, e prima o poi Google lo vede… ma riflettete bene sui dati!

L’user experience è estremamente importante ma va vista nel suo complesso all’interno di una strategia, ricordando sempre che è l’insieme di autorevolezza, rilevanza e qualità della pagina/sito progetto a fare la differenza.

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L’importanza della reputazione online

L’importanza delle recensioni è chiara a tutti. Quante volte abbiamo consigliato un ristorante piuttosto che un altro perché secondo voi più affidabile di altri. Purtroppo non tutti quanti riescono a percepire tale importanza e soprattutto quanto enorme può essere l’incidenza che comporta negli affari. Perché le recensioni sono così importanti? Sono davvero in grado di generare contatti e attrarre clienti? 

Le recensioni online

Sicuramente penserete di non aver bisogno di valutazioni online da parte dei consumatori, perché ritenete sufficiente il classico passaparola. Non ci sono dubbi, il passaparola è sempre utile, ma ad oggi non basta. Vi sfidiamo a trovare, attualmente, qualcuno che sia disposto ad acquistare un prodotto solo dietro consiglio di amici e parenti, senza fare una breve ricerca su Google. 

Statisticamente, l’88% dei consumatori si fida delle recensioni online.

Ma gestire la reputazione online richiede tempo e pazienza.  Fortunatamente ci vogliono pochi minuti per iniziare a sviluppare una profilo digitale positivo. Ecco alcuni consigli per gestire le recensioni online.

  • registrate il vostro account su una piattaforma di recensioni (vedi il nostro articolo su Google My Business);
  • chiedete ai vostri clienti di spendere un paio di minuti per scrivere qualcosa sulla loro esperienza avuta presso la vostra agenzia immobiliare;
  • rispondete professionalmente ad ogni feedback negativo 
    e mostrate il vostro interesse per risolvere il problema.

la reputazione online e le recensioni saranno la principale fonte di credibilità per i vostri potenziali clienti. Iniziate a lavorarci su.

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E’ tempo di BitCoin: blockchain, smart contracts e mercato immobiliare!

Nell’effettuare una transazione immobiliare, sono coinvolti diversi operatori.  Le operazioni da effettuare sono molteplici, dalla condivisione dei documenti di proprietà alla convalida delle informazioni finanziarie. Tutto questo lavoro richiede molto tempo e di conseguenza va a rallentare le operazioni di transazione. Molti addetti ai lavori si sono rivolti alle blockchain sia per accelerare i tempi,che per ridurre il margine di errore ed avere la trasparenza in ogni operazione.

Velocizzare le transazioni e ridurne i costi 

Ci sono molti vantaggi nell’effettuare transazioni e trasferire dati usando blockchain poiché la tecnologia non è controllata da un’entità centrale, come ad esempio una banca centrale. Uno dei modi con cui sta cambiando il mondo del Real Estate è l’utilizzo di smart contracts (contratti intelligenti),nuovo livello di automazione, che andrebbe a ridurre i costi di transazione. Lo stesso principio si applicherebbe per i leasing che verrebbero registrati tramite blockchain. Nonostante il declino dei bitcoin, datato a dicembre 2017, molti investitori ci credono ancora, tant’è che è possibile pagare l’affitto con le cripto valute in qualche appartamento situato nel Lower East Side, a Manhattan.

Cosa c’è dietro gli Smart Contracts

Questi contratti intelligenti sono programmati per eseguire specifiche azioni a seconda delle circostanze. Un programma da prendere come punto di riferimento è Ethereum. Attraverso tali protocolli informatici, è possibile garantire che al verificarsi di alcune condizioni poste in precedenza inevitabilmente si spieghino gli effetti concordati previamente dalle parti. Il fondamento logico che viene eseguito è facilmente trascrivibile con la sentenza “if-this-then-that”, se questo accade allora succede.

Esempio:

A deve corrispondere mensilmente l’affitto di 400 euro a B. I due utenti scrivono uno smart contract garantendo che dal conto di A  -ogni 30 giorni- verrà erogata la somma di 400 verso il conto di B. Automaticamente, il programma svolgerà l’operazione, seguendo le regole e i comandi preimpostati. Inoltre,non c’è un limite di controparti nella operazioni.

Quando dueutenti scrivono uno smart contract, entrambi devo porre su questo la loro firmaprivata in modo che il contratto possa ottenere il consenso dai full nodes (client che hanno convalidato l’intera blockchain in modo autosufficiente) di Ethereum.

Tornando all’esempio precedente, le transazioni di 400€ verranno costantemente verificate dagli utenti attraverso la solita catena di blocchi: se l’utente A non dispone di sufficiente denaro per pagare B, l’operazione verrà bloccata senza creare debito nel sistema. Tutte le operazioni e transazioni sono sempre pubbliche e mostrate nella piattaforma Blockchain. Il linguaggio utilizzato per programmare i Contratti è chiamato “Turing-complete”.

Il ruolo delle blockchain nel settore immobiliare potrebbe dare un grande contributo. Accelerare le transazioni, aggiungere trasparenza, diminuire le possibilità di frode.

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