I cinque errori più comuni dello Spam

Evitare lo spam

Siamo appena rientrati dalla lunga pausa natalizia. Ebbene, quanti di voi hanno effettuato l’invio di una mail a tutti i clienti presenti in banca dati per augurare Buone Feste? La risposta è: tantissimi.

Indubbiamente si tratta di un gesto carino, un modo per stare vicino ai propri clienti e far sapere che la loro agenzia immobiliare è sempre al loro fianco. Tuttavia, a tutti coloro che ci hanno chiesto quale fosse il modo più pratico per inviare mail di questo tipo abbiamo spesso sconsigliato di procedere in tal senso, precisando che in ambito informatico l’invio massivo, ovvero l’invio di mail tutte uguali a un gran numero di destinatari, non sarebbe proprio un toccasana per la reputazione del proprio dominio, anzi… potrebbe addirittura rivelarsi controproducente.

Proprio a tal riguardo il nostro CEO Angelo Semerano in un post del 5 dicembre scorso, aveva ricordato di evitare l’abuso di strumenti come l’email marketing, l’SMS marketing o la pagina Facebook per “spammare” gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Infatti tale prassi comporta solo un aumento del tasso di mancata apertura delle email inviate, così come una impennata delle rimozioni dalle vostre banche dati (molti clienti infatti decideranno di non concedervi più l’autorizzazione all’invio).

Se siete stati fortunati alcune delle vostre mail sono state lette e hanno ricevuto una risposta, ma nella maggior parte dei casi, purtroppo, il vostro messaggio è finito nella cartella Promozioni o, peggio ancora, nella cartella Spam dei vostri destinatari.

Ecco quali sono i cinque errori più comuni commessi dagli utenti web e che generano Spam.

Cos’è lo Spam?

Il termine Spam è ormai conosciuto da chiunque utilizzi la posta elettronica e sarà certamente capitato a tutti di ricevere mail di fastidiose pubblicità che intasano la Mail Box.

Forse non tutti sanno che il termine Spam è l’acronimo ottenuto dalla contrazione delle parole inglesi “spiced” e “ham”, un marchio di carne di maiale in scatola condita con spezie e dal costo contenuto. A partire dagli anni Settanta, la parola Spam ha iniziato ad essere associato al concetto di informazione indesiderata fino a quando, nel 1993, Richard Dephew, amministratore della nota rete mondiale Usenet, aveva elaborato un programma che causò erroneamente l’invio di decine di messaggi identici nell’ambito del newsgroup: i destinatari trovarono nella parola Spam il termine adatto per indicare quei messaggi inopportuni.

Il contenuto Spam può essere distinto in due categorie:

UCE sta per Unsolicited Commercial E-mail, ossia e-mail commerciale non richiesta, e consiste nell’invio o nella ricezione di messaggi pubblicitari di posta elettronica che, appunto, non sono stati richiesti.

UBE sta invece per Unsolicited Bulk E-mail, vale a dire elevati volumi di e-mail non richieste, e rappresenta l’invio in massa di mail indesiderate dagli intenti non commerciali.

 

I cinque errori più comuni che generano Spam

Per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle campagne E-mail, è importante conoscere le cause del problema e individuare i motivi che potrebbero bloccare i messaggi di marketing inviati tramite posta elettronica.

Per comodità, illustriamo di seguito i cinque errori più comuni per cui le E-mail di marketing potrebbero essere destinate alla cartella Spam.

  1. Autorizzazioni inadeguate

Per poter inviare e-mail, occorre innanzitutto avere ottenuto il consenso da parte del destinatario, il quale deve aver espresso la disponibilità a ricevere comunicazioni di tipo pubblicitario: senza questo permesso, di fatto si stanno inviando messaggi non richiesti e si aumenta la probabilità che questi vengano catturati da un filtro antispam.

I fornitori di servizi di posta (inclusi quelli utilizzati dagli strumenti di Marketing Automation) hanno di recente migliorato le loro capacità di individuare l’esistenza di tali permessi. L’utilizzo improprio di liste di destinatari “non consenzienti” è spesso uno dei modi per essere identificati come spammer.

  1. Invio di E-mail con contenuti a rischio

L’intero contenuto delle e-mail, inclusi il corpo del messaggio, i link, le immagini e le intestazioni, può racchiudere al suo interno elementi che rischiano di categorizzarlo come Spam.

Ecco alcuni errori da evitare:

  • Caratteri speciali frequenti, in genere utilizzati dagli spammer per “mascherare” il testo (ad esempio: vendit@ pr0m0zi0n@le)
  • Collegamenti ad indirizzi internet sospetti
  • Oggetto del messaggio fuorviante, che contiene ad esempio “Re” (Reply, risposta) o “Fwd” (Forward, inoltro) quando si tratta della prima e-mail inviata
  • Codice Html “pasticciato” o con una formattazione inutilmente complessa
  • Immagini numerose in rapporto al testo o addirittura nessun testo
  • Troppi caratteri maiuscoli che farebbero sembrare il messaggio eccessivamente “esortativo” e quindi sospettoso
  1. Violazioni ed imprecisioni

La normativa vignete in materia di privacy stabilisce delle regole ben precise in merito al corretto invio di mail ai fini commerciali. Proprio per questo motivo e nel rispetto delle leggi sulla privacy, i singoli provider di posta applicano dei filtri antispam, pensati per bloccare i messaggi promozionali che non rispettano le suddette norme e che possano violare la legge.

Non siamo degli esperti in giurisprudenza, ma possiamo suggerirvi qualche accorgimento utile ad evitare di essere considerati degli spammatori. A tal proposito è utile ricordare che:

  • Il Destinatario deve sempre poter leggere e visualizzare l’indirizzo di posta elettronica corretto del Mittente, i suoi dati aziendali e, se presente, anche un indirizzo di posta ordinaria.
  • L’Oggetto del messaggio deve essere rilevante e coerente rispetto al contenuto dell’intera mail.
  • In ogni mail deve essere presente l’opzione “Unsubscribe” per consentire al destinatario di disiscriversi dalla mailing list di cui fa parte e non ricevere più messaggi simili in futuro. A tal proposito, il mittente è tenuto a rispettare ogni richiesta di cancellazione dalle liste di distribuzione.
  1. Mittente non autenticato

Si tratta di una tematica puramente tecnica, quindi non abbiate paura se sentirete paroloni assurdi. Cercheremo di essere più chiari possibile.

Generalmente, i server di posta utilizzano degli standard di autenticazione, tipo DKIM (Domain Keys Identified Mail) o SPF (Sender Policy Framework), volti ad autenticare, appunto, l’identità del mittente e assicurare che il messaggio provenga da una fonte legittima.

Se si utilizzano indirizzi non certificati, è molto probabile che le mail inviate possano essere lette come Spam, per cui la soluzione migliore sarebbe quella di avere un dominio di proprietà (ad esempio www.nomeagenzia.xx) su cui configurare i propri indirizzi di posta (ad esempio info@nomeagenzia.xx).

  1. Messaggi poco rilevanti

Come già accennato, i filtri applicati dai fornitori di servizi di posta elettronica non sono gli unici strumenti in grado di trasformare la corrispondenza in Spam. Infatti, un altro elemento che può bloccare la posta in arrivo sono gli stessi destinatari (clienti, prospect, lead, semplici contatti).

Le mail di marketing, per essere recapitate correttamente, devono provare la loro rilevanza e fare in modo di essere comprese dai destinatari, per cui:

  • non inviare offerte promozionali a contatti poco recenti: dopo circa otto o dieci mesi di tempo, occorre verificare che ci sia ancora un effettivo e reale interesse.
  • non insistere nell’invio di comunicazioni a chi sistematicamente le cestina oppure non le apre e non le legge.
  • non spedire e-mail con eccessiva frequenza.
  • utilizzare bene il campo “oggetto” impiegando testi brevi, chiari e incisivi.

 

Ci sono molti motivi per cui una e-mail legittima e anche ben fatta possa finire nello Spam. Ecco perché molte imprese utilizzano strumenti di Marketing Automation per le loro campagne di E-mail Marketing, in modo da analizzare i messaggi, verificare autorizzazioni e autenticazioni ed evitare errori.

La buona notizia è che, inviando comunicazioni significative ed esplicitamente richieste, è molto poco probabile essere bloccati o cestinati prima ancora di avere una chance di raggiungere il proprio interlocutore. Per cui, il nostro consiglio è di conviene focalizzarsi sulla realizzazione di messaggi di qualità, che interessino e coinvolgano i vostri lettori.

La comunicazione via mail e l’E-mail Marketing sono strumenti che devono essere utilizzati con cautela e accortezza. Presto approfondiremo l’argomento: cercheremo di fornirvi maggiori informazioni, consigli utili per evitare lo Spam e, perché no, anche qualche esempio pratico. Rimanete sintonizzati! 😉

 

Scritto da / Gennaio 10, 2018
Pubblicato in
Marketing, Email marketing, Formazione, Marketing, News
mm

Francesca Landro

Help Desker, Customer Satisfaction & Training. Laureata in Lettere Moderne e Calabrese doc, si definisce una divoratrice di libri e una chiacchierona seriale, amante di città d'arte e di viaggi, non senza la sua macchina fotografica. Entra a far parte della famiglia di Gestim solo dai primi mesi del 2017.